Oggi | 13 giugno 2018 16:37

Cave, slittano di un anno i Piani di bacino

La Regione Toscana ha prorogato di un anno, con scadenza al 5 giugno 2019, i termini per l'approvazione dei Piani attuativi dei bacini estrattivi, strumenti previsti dalla legge regionale urbanistica 65/2014 e dal Piano Paesaggistico regionale.

Il rinvio arriva dopo che la Regione, nei mesi scorsi, aveva posticipato al 31 dicembre 2018 il Piano regionale cave destinato - nelle intenzioni di Palazzo Strozzi Sacrati - a tenere insieme esigenze produttive e ambientali, fissando i comprensori estrattivi e gli obiettivi di produzione "sostenibile". La singolarità è che il Piano regionale cave (che al momento non c'è) è quello che dovrebbe fare da cornice, e dunque generare, i piani attuativi di bacino estrattivo, necessari per svolgere l'attività.

«Abbiamo ascoltato le richieste dei Comuni e degli imprenditori del settore e deciso di venire loro incontro», ha affermato l'assessore regionale al territorio Vincenzo Ceccarelli, secondo cui «il nuovo termine del 5 giugno 2019 non sarà ulteriormente prorogabile, ora tutti devono fare la propria parte»

I piani di bacino previsti dalla legge toscana - che possono essere di iniziativa pubblica (come quello avviato, e non completato, dal Comune di Carrara) o privata (come quello avviato dall'azienda Henraux) - rappresentano uno scoglio impervio. In tre anni di vigenza del Piano paesaggistico, neppure uno dei (previsti) 40 piani di bacino è stato approvato.

Ceccarelli fa un riferimento esplicito al Comune di Carrara, «dove ricadono la maggior parte degli interventi»: per l'assessore, infatti, «né dalla legge regionale 35/2015 né dalla stessa Regione Toscana derivano problemi per la definizione del contributi di competenza regionale: pertanto il Comune può lavorare serenamente, nel rispetto dei tempi».

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