Oggi | 11 giugno 2018 11:41

«Darsena Europa deve andare avanti»

Le categorie economiche toscane, in particolare quelle della Costa, si augurano che «le notizie circa un possibile ulteriore ridimensionamento del progetto della Darsena Europa, siano state soltanto frutto di interpretazioni giornalistiche in merito alle intenzioni del nuovo ministro dei trasporti».

Confindustria Livorno Massa Carrara definisce «di inaudita gravità le conseguenze di una qualsiasi rimodulazione del progetto per la Darsena Europa che gia' sconta ritardi dovuti a precedenti "tira e molla" di varia natura.

«Proprio pochi giorni orsono - scrive in una nota l'associazione presieduta da Alberto Ricci - , in occasione del primo meeting tra la governance della Confindustria Livorno Massa Carrara con tutte le componenti della Commissione per lo sviluppo della costa Toscana, e' stata ribadita la centralita' della Darsena Europa quale fulcro dell'Accordo di programma per il quale, sia la Regione Toscana, in maniera più consistente, sia il Governo in minor misura, hanno stanziato un ammontare di risorse per centinaia di milioni di euro. In quella sede e' stato convenuto sulla necessita' di tracciare una gerarchia di priorita' di intervento la prima delle quali e' stata indicata proprio nella Darsena Europa».

Gli industriali auspicano di non assistere a una replica del «deludente e dannoso epilogo della pluriennale vicenda conclusasi con la mancata realizzazione dll'Autostrada Livorno Civitavecchia. E' quindi fuori da ogni possibile ragionamento sensato mettere in discussione la realizzazione della Darsena Europa - aggiungono - poiche' qualsiasi modifica ne pregiudicherebbe la validità, compromettendo l'innumerevole serie di effetti positivi indotti. Come si fa a mettere in discussione disinvoltamente progetti che costituiscono l'architettura essenziale per la reindustrializzazione della Costa Toscana, richiamata in ogni occasione come unica reale alternativa alla crisi occupazionale che opprime da anni il territorio?».

Da Confindustria Livorno Massa Carrara arrivano due auspici: «che la notizia del possibile ridimensionamento, o peggio ancora dell'abbandono del progetto Darsena Europa, non inneschi un' ennesima , inesorabile pletora di polemiche, inutili come sempre, proprio nella fase finale dell'espletamento delle procedure per le gare relative alla progettazione della Darsena Europa, causando ulteriori ritardi dei quali non si avverte alcun bisogno; e che le disquisizioni grottesche sul peso dei progetti piu' o meno light, restino fuori dalla discussione seria e decisiva per il futuro dell'economia toscana. I progetti di sviluppo e di innovazione - conclude la nota confindustriale - non si misurano a peso , bensì con parametri certi, legati ai valori economici ed occupazionali, unici fattori di sviluppo, senza diete forzate, né light e neppure soft!!».

Anche il presidente della Camera di commercio della Maremma e del Tirreno, Riccardo Breda, fa sentire la sua voce: «Darsena e Corridoio Tirrenico - dice - sono due opere fondamentali per lo sviluppo della costa tirrenica e delle province di Livorno e Grosseto. La realizzazione di Darsena Europa può garantire prospettive di sviluppo strategiche non solo a Livorno ma all'intera Toscana, un grande progetto che non ha senso arrestare. Desta molta preoccupazione che si possa pensare di cancellare lo sviluppo economico - il nostro futuro - con la motivazione di offrire servizi essenziali che lo Stato deve garantire a prescindere, come la sicurezza idrogeologica, e presentarla come una buona idea».

«Il corridoio Tirrenico - aggiunge Breda - poi è una drammatica esigenza per i nostri cittadini, che hanno diritto a viaggiare in sicurezza, e per le nostre imprese, tagliate fuori dalla ripresa: una ripresa mai arrivata qui a causa proprio della completa carenza di infrastrutture. Dopo 50 anni di attesa, con un progetto già ridimensionato da autostrada a normale adeguamento dell'esistente a causa di spending review, non si può più ulteriormente rimandare. Ci appelliamo al senso di responsabilità del nuovo Governo nel distinguere tra opera e opera, evitando di condannare il futuro di un intero territorio all'isolamento e allo stallo economico disintegrando gli investimenti».
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