PROMO PA | 31 marzo 2018 09:19

Il codice dei contratti pubblici frena le gare

In Toscana, nel 2016, è stato superiore a quattro miliardi il differenziale fra il valore delle procedure di gara pubbliche avviate (sopra i 40mila euro) e il valore di quelle aggiudicate. Nel 2013 questo differenziale era di soli 317 milioni.

Nella sostanza, quattro miliardi di spesa pubblica che avrebbero potuto alimentare l'economia e il lavoro della regione, sono rimasti congelati per cause "conosciute", come rivela l'Irpet - fonte dei dati contenuti nell'ultima nota congiunturale dell'osservatorio regionale dei contratti pubblici - che evidenzia come nel 2016 il tasso di aggiudicazione sia quello piú basso dei cinque anni precedenti.

L'esame nel dettaglio dei dati evidenzia inoltre che il crollo é generalizzato e riguarda sia il mercato dei lavori, che quello dei servizi e delle forniture con dinamiche identiche. Sempre l'Irpet riconosce che «un tale, generalizzato, crollo (del tasso di aggiudicazione) puo ragionevolmente essere imputato all'introduzione del nuovo codice dei contratti, ovvero alla difficoltàche molte stazioni appaltanti possono aver incontrato nel portare ad aggiudicazione procedure avviate, a causa dell'incertezza in merito al quadro normativo e alla sua interpretazione e nell'adempiere con tempestivita agli obblighi informativi a fronte di un maggior carico di lavoro dettato dalla necessitàdi adattarsi alla nuova disciplina».

Quindi, i soldi ci sono ma non si spendono, non per le solite "complicazioni burocratiche" ma per una riforma dei contratti pubblici che nello stesso momento in cui dichiara di voler semplificare, introduce nuovi vincoli e appesantimenti procedurali non previsti dalle norme europee, nonostante il divieto di gold plating, come dimostrano ad esempio le norme restrittive sul subappalto.

Né va meglio sotto il profilo attuativo perché ad aprile non risultavano neanche iniziate le procedure per almeno una trentina si provvedimenti previsti dal codice, i cui termini di emanazione sono ampiamente scaduti. Né infine dá segni di vita quella cabina di regia che fra l'altro avrebbe dovuto emanare proposte di miglioramento al fine di superare le difficoltà di applicazione della nuova normativa.

L'auspicio é che i prossimi interventi sul codice, evocati da piú parti, producano una semplificazione effettiva e non semplicemente dichiarata , come é accaduto fino ad oggi. Altrimenti meglio lasciar perdere.

Gaetano Scognamiglio