Oggi | 8 giugno 2018 16:31

Sempre meno imprese artigiane giovani a Firenze


Un ricambio generazionale sempre più difficile. E' quanto è emerso dall'assemblea di Cna Firenze Metropolitana, tenutasi oggi a Palazzo Medici Riccardi, dove è stata presentata l'indagine sullo stato dell'imprenditoria giovanile artigiana elaborata dall'ufficio studi di Cna Firenze su dati della Camera di commercio.

Nel 2017 -5% di imprese artigiane under 35 sull'intero territorio provinciale rispetto al 2016, con perdite in tutti i territori, tranne uno, il Chianti (+3%): -14% in Mugello, -7% in Valdarno Valdisieve, -5,5% nell'Empolese Valdelsa, -4% per Firenze-Fiesole, Piana Fiorentina e Scandicci-Lastra a Signa. Una situazione preoccupante che consolida il trend negativo del 2016 e conferma l'area come poco ospitale per i giovani che vogliono fare impresa.

«Inutile girarci intorno: il settore artigiano soffre di scarsa attrattiva verso i giovani e di difficoltà nel ricambio generazionale. Tanto i percorsi professionalizzanti, quanto i percorsi di alta formazione predispongono lo studente a immaginarsi come forza lavoro dipendente e non come imprenditore. E così crescono ogni anno gli imprenditori che, al momento del ritiro, sono costretti a cessare l'attività per mancanza di successori, tanto dentro che fuori la linea familiare», commenta Giacomo Cioni, presidente di Cna Firenze Metropolitana.

L'aspetto economico e quello fiscale rappresentano altre barriere. «Se non si dispone di una consistente capacità patrimoniale, con i vincoli molto rigidi previsti dal sistema fiscale e le garanzie troppo stringenti richieste per accedere ai prestiti, diventa praticamente impossibile per un giovane fare impresa - prosegue Cioni – Il paradosso è che essere imprenditore finisce per diventare un lusso alla portata solo di figli d'arte, che possono contare già sul possesso di alcuni fattori di produzione, e di chi ha alle spalle una situazione patrimoniale solida».

La ricetta di Cna per contrastare il trend e sostenere globalmente l'artigianato, giovanile e non, passa attraverso tre parole: semplicità, diffusione e competitività. La semplificazione del far impresa richiede necessariamente la presa in carico del problema da parte della politica: attraverso l'approvazione di un nuovo testo unico nazionale per l'artigianato, in linea con i grandi cambiamenti globali e locali; di una nuova legge quadro regionale toscana (che tratti in modo approfondito gli specifici mestieri del settore e armonizzi regolamenti comunali, provinciali, metropolitani) e di un riordino e coordinamento delle norme e dei regolamenti per l'artigianato e la piccola e media impresa a livello di area metropolitana fiorentina.

Infine, per la competitività richiede condizioni fiscali più elastiche e sostenibili - hanno detto gli artigiani di Cna -, comprensive di sistemi di decontribuzione legati alla valorizzazione e riqualificazione dei luoghi e alla qualità del lavoro. Accesso (reale) al credito e al piccolo credito tagliato su misura erogato anche da Camere di Commercio e associazioni di categoria. Convenzioni di natura economica e logistica tra fornitori di materie prime e giovani e formazione specifica e di settore in termini di digitalizzazione, market analysis, branding. Tra le idee, quella di potenziare il programma regionale Giovanisì con una voce specifica per la formazione e il tutoraggio di giovani artigiani, così come già previsto per i giovani professionisti.

Delle 2.842 imprese artigiane under 35 del territorio, 974 sono a Firenze e Fiesole (il 34%). A seguire Empolese Valdelsa e Piana Fiorentina (ciascuno con il 18% di imprese), Scandicci-Lastra a Signa (9%), Valdarno-Valdisieve (8%), Chianti (7%) e Mugello (6%).
A livello provinciale, l'artigianato la fa da padrone in 4 comparti: costruzioni con il 79% di tutte le imprese giovanili esistenti, manifatturiero con il 72%, servizi con il 56% e trasporti con il 51%.