Oggi | 7 giugno 2018 15:55

Prato, rallenta la crescita di aziende straniere


Il 2017 non è stato un anno particolarmente brillante per lo sviluppo delle imprese straniere: se si eccettuano pakistani (+6,9% nel 2017) e, in parte, albanesi (+0,5%), in base ai dati elaborati dal Centro studi della Camera di commercio di Prato tutte le principali etnie presenti sul territorio hanno registrato nel 2017 tassi di sviluppo decisamente inferiori rispetto all'anno precedente. E' diminuita molto la crescita delle imprese cinesi (+2,9% a fronte del +4,3% del 2016), si è praticamente dimezzata quella delle imprese marocchine (+3,5% nel 2017, +6,1% nel 2016) ed è risultata addirittura negativa per ciò che concerne nigeriani (-1,3%) e rumeni (-3,4%).

La flessione dei tassi di sviluppo, in parte fisiologica, non è una novità. Essa è a sua volta il riflesso di flussi annuali di iscrizioni e di cessazioni che, per quanto certamente notevoli se confrontati con quasi totalità delle altre provincie italiane, sono da qualche anno più contenuti rispetto a quanto avveniva in passato. Ciò ha comportato un'ulteriore riduzione del tasso di turnover (24,0% in totale, 30,1% con riferimento alle imprese cinesi) e un incremento della quota d'imprese che sono presenti sul mercato da oltre due anni (74,5% in totale, 68,8% tra le aziende cinesi).

La fotografia scattata a fine 2017 restituisce, in ultima analisi, un'immagine dell'imprenditoria straniera presente a Prato che si sta evolvendo verso una progressiva stabilizzazione delle dinamiche di sviluppo e ricambio interno e che, almeno in alcune delle sue componenti principali, sembrerebbe ormai saldamente radicata sul territorio. La comunità cinese, in particolare, pur mantenendo una spiccata vocazione manifatturiera (perlomeno in termini di imprese attive è cinese ormai oltre il 52% dell'intero comparto manifatturiero pratese), è attraversata da processi di diversificazione abbastanza significativi e sta ampliando, soprattutto verso il terziario, il ventaglio dei settori produttivi di inserimento.

I dati della Camera di commercio confermano inoltre una popolazione di imprenditori in complesso piuttosto giovane e caratterizzata da una presenza femminile relativamente elevata. Tra i detentori di carica amministrativa in imprese attive, l'età media dei cittadini nati all'estero è infatti attorno ai 43-44 anni, mentre la porzione degli imprenditori under 30 è pari, in media, al 7,4% (lo stesso indicatore, calcolato con riferimento agli imprenditori italiani raggiunge a stento il 4%). Per ciò che concerne viceversa la presenza femminile un ruolo decisivo è esercitato dalla comunità cinese presso la quale le imprenditrici sono quasi 2.800 e rappresentano, in rapporto al totale dei detentori carica, una quota che sfiora il 45%.