Oggi | 5 giugno 2018 18:27

Italgas verso la maggioranza di Toscana Energia

Entro fine giugno Toscana Energia - oggi per il 51,25% in mano ai Comuni tra cui Firenze, Pisa, Pistoia, Empoli - potrebbe aprire ad una maggioranza del socio "privato" Italgas, e la prospettiva fa insorgere i sindacati che hanno dichiarato lo stato di agitazione: «La possibile vendita delle azioni al partner privato - accusano Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uiltec-Uil della Toscana - e la perdita della maggioranza pubblica di una delle più importanti aziende di gestione di servizi pubblici, nella fattispecie la distribuzione di gas metano, della Toscana non può essere fatta in modo "carbonaro" come se non riguardasse le realtà locali, i cittadini e i lavoratori».

La volontà di Italgas (oggi al 48% di Toscana Energia) di salire nel capitale è stata enunciata da tempo, ma fin qui rinviata anche perché lo statuto dell'azienda toscana prescrive come la maggioranza debba rimanere in mano agli enti pubblici locali. Entro fine mese, dunque, un'assemblea straordinaria sarà chiamata a decidere una modifica statutaria per eliminare questo vincolo, istituendo però una serie di garanzie per i Comuni che rimarranno nel capitale, ad esempio relativamente ai dividendi e all'introduzione di un principio di maggioranza qualificata per le decisioni strategiche.

Gli azionisti pronti alla cessione di quote sono il Comune di Massarosa, che venderà il suo 1,17% a causa della condizione di predissesto dei suoi conti; il Comune di Campi Bisenzio, con un modesto 0,0004%; la Provincia di Pisa, con uno 0,08%. E' stata ventilata però anche la possibilità che il Comune di Pistoia, il quale detiene un 2,7% attraverso la società Publiservizi, possa dismettere la propria partecipazione.

La questione passa ora al vaglio dei Consigli comunali interessati. «Ho chiesto di incontrare i sindacati», ha annunciato l'assessore alle partecipate del Comune di Firenze, Lorenzo Perra, il quale ha ribadito come Palazzo Vecchio voglia rimanere azionista di Toscana Energia, e ha sottolineato come non ci siano pericoli per il personale dell'azienda anche in caso di cambio di maggioranza fra pubblico e privato.