Oggi | 15 maggio 2018 23:57

E' morto Salvatore Ligresti, aveva 86 anni

Malato da tempo, e dopo che le sue condizioni negli ultimi mesi erano drasticamente peggiorate, Salvatore Ligresti (nella foto) è morto all'ospedale San Raffaele di Milano, all'età di 86 anni. Originario della Sicilia, Ligresti è emerso fra gli imprenditori più dinamici del settore immobiliare dagli anni '70 in poi, reinvestendo i proventi ricavati dalle attività di costruzioni in una serie di partecipazioni in Pirelli, Gemina, Mediobanca, fino ad assumere la guida del gruppo Sai.

Le vicende di Ligresti si sono intrecciate con la Toscana, e in particolar modo con il territorio fiorentino: patron della Richard Ginori per circa un ventennio fino al 1997, al tempo della fusione dell'azienda delle porcellane nella grande conglomerata della ceramica Pozzi-Ginori, nel 2002 acquistò il pacchetto di maggioranza di Fondiaria, con un esborso di 1,1 miliardi di euro per il 29,9% della compagnia, pari a 9,5 euro per azione contro un valore di Borsa intorno ai 2,5 euro.

Nel 2005 il nuovo gruppo Fondiaria-Sai - la cui sede legale sarebbe poi stata trasferita da Firenze a Torino nel 2009 - firmò una convenzione col Comune di Firenze per la costruzione nell'area di Castello, di cui Fonsai era proprietaria, di circa 1.500 abitazioni, un parco di 80 ettari, uffici pubblici, alberghi, scuole, impianti sportivi, e la nuova Scuola Marescialli dei Carabinieri.

Proprio questa operazione sarebbe finita nel mirino della procura di Firenze, che nel novembre del 2008 accusò gli assessori Gianni Biagi e Graziano Cioni di aver operato per favorire il gruppo Ligresti, e velocizzare l'operazione in cambio di vantaggi e favori personali. La vicenda si è chiusa nel 2016 con l'annullamento delle condanne per corruzione che la Corte d'Appello aveva pronunciato nei confronti, fra gli altri, proprio di Ligresti.

L'imprenditore - già privo dei requisiti di onorabilità richiesti per ricoprire incarichi operativi in Premafin e Fondiaria-Sai, dopo la condanna del 1997 per il caso delle Aree d'oro a Milano - ha avuto in seguito altri problemi giudiziari: a ottobre del 2016 il tribunale di Torino lo ha condannato in primo grado a 6 anni per falso in bilancio nell'inchiesta sul crac di Fonsai, mentre per la vicenda Premafin: a fine novembre 2017 il tribunale di Milano lo ha condannato a 5 anni per aggiotaggio, sempre in primo grado.