Oggi | 11 maggio 2018 12:42

Trimestrale «storica» per Ubi Banca

Ubi Banca chiude il primo trimestre del 2018 con un utile netto di 117,7 milioni di euro, in aumento del 75% rispetto ai 67 milioni dello stesso periodo 2017, e la Borsa in apertura di seduta premia i risultati (+1,5% il titolo) considerati dagli analisti «migliori delle attese» .

La trimestrale, approvata dal consiglio di amministrazione, indica un margine d'interesse con l'applicazione del nuovo principio contabile Ifrs9 a 437,8 milioni (420,8 milioni al netto dell'effetto Ifrs9), migliore sia dell'ultimo trimestre 2017 (410,1 milioni), sia del primo trimestre 2017 (347 milioni), periodo che ancora non comprendeva l'acquisto delle tre good bank (tra cui Banca Etruria); le commissioni nette sono in crescita del 3,1% sul quarto trimestre 2017 a 407,3 milioni.

Sul fronte dei requisiti patrimoniali, inclusi gli effetti del Model Change e della prima applicazione dell'Ifrs, il Cet1 consolidato si attesta al 12% "phased in" e all'11,64% fully loaded (mentre era rispettivamente l'11,56% phased in e l'11,43% fully loaded al 31 dicembre 2017). I crediti netti verso la clientela sono in crescita a 91,6 miliardi (+0,7% rispetto a fine 20167) e l'incidenza dei crediti deteriorati lordi è al 12,74% e dei crediti deteriorati netti all'8,06% (contro 12,85% e 8,19%).

Quella approvata dal cda è «una trimestrale storica» secondo Victor Massiah, consigliere delegato di Ubi Banca, perché «abbiamo segni più su tutte le componenti» e «da molti anni non vedevamo 120 milioni di utile in un solo trimestre».

«Portiamo a casa un risultato – aggiunge – perfettamente in linea con l'evoluzione del piano industriale previsto» anche se non mancano aspetti più problematici: «La parte del mark-up resta ancora in sofferenza, quindi i tassi sugli impieghi sono comunque da mercato particolarmente competitivo, anche se siamo riusciti a compensarla tramite la crescita del margine commerciale».

Proseguono, sottolinea la banca, «in linea con le tempistiche pianificate le attività per la cessione della prima tranche del portafoglio crediti deteriorati identificato nell'ambito della Npl strategy e riflessa nella Fta dell'Ifrs9, attesa entro il terzo trimestre dell'anno». Salgono, infine, le coperture dei crediti deteriorati al 40,35% e al 49,83% includendo gli stralci, con la raccolta diretta che risulta stabile a 94,2 miliardi (erano 94,4 mld a fine 2017).