Oggi | 9 maggio 2018 19:13

Cadono i limiti toscani agli affitti turistici

A un anno e mezzo dall'approvazione del Testo unico sul turismo (legge 86/2016), il Consiglio regionale della Toscana effettua un corposo maquillage a una delle leggi più contestate degli ultimi anni e spazza via il suo "cuore": l'obbligo - unico in Italia e praticamente disatteso durante tutti questi 18 mesi - di dar vita a un'impresa quando si affittano a fini turistici più di due appartamenti e si fanno più di 80 contratti all'anno.

Quella previsione - inserita nell'articolo 70 e impugnata dal Governo alla Corte Costituzionale (con la motivazione che le Regioni non possono decidere quando si configura l'attività d'impresa, materia riservata alla competenza esclusiva dello Stato) - è stata ora cancellata da una modifica legislativa proposta dal presidente regionale Enrico Rossi e dall'assessore al Turismo Stefano Ciuoffo (hanno votato contro M5S, Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia). Non ci sono dunque più obblighi per chi affitta, resta solo quello di comunicare al Comune con modalità telematica (dunque le Amministrazioni si dovranno attrezzare) le «informazioni relative all'attività svolta, utili a fini statistici, definite con deliberazione della Giunta regionale, previo parere della commissione consiliare competente» (delibera che per adesso non c'è) e comunicare anche «l'eventuale forma imprenditoriale di esercizio dell'attività».

L'obbligo di attività imprenditoriale era l'unica grande novità introdotta dalla legge regionale per mettere un argine al dilagare degli affitti turistici (spesso non dichiarati e dunque non tassati) ed era stata fortemente voluta dagli albergatori. Cancellandola la Regione ha evitato la (ennesima) dichiarazione di illegittimità costituzionale di una sua legge.

Il maquillage del Testo unico sul turismo prevede anche la nascita di 28 "ambiti turistici omogeni", cioè aree sovracomunali per la gestione associata di accoglienza e informazioni, in pratica degli uffici turistici e dunque di attività amministrative (non della promozione che rimarrà in capo all'agenzia regionale Toscana Promozione). La singolarità è che l'esercizio in forma associata viene effettuato «attraverso una convenzione firmata dalla maggioranza dei Comuni dell'ambito»; ma la partecipazione non è però obbligatoria, e dunque i Comuni possono decidere di non aderire e continuare a esercitare le funzioni di accoglienza e informazione per conto proprio. «Il provvedimento non impone nulla», recita il comunicato stampa del Consiglio regionale. Ma allora perché ci sono voluti 18 per approvare, in collaborazione con Anci Toscana, gli ambiti omogenei?

Collegato alla nuova legge c'è poi un ordine del giorno del Pd, approvato sempre a maggioranza, che impegna la Giunta a definire il profilo professionale di guida turistica e consentire, anche in Toscana, la ripresa dell'attività di formazione.