Oggi | 17 aprile 2018 09:13

A Prato niente controlli per il protocollo legalità

Nessun controllo festivo, nessun controllo notturno, nemmeno i controlli richiesti su stamperie e tintorie relativi alle condizioni di lavoro e alle retribuzioni, nessuna contestazione della responsabilità solidale ai committenti. Queste le accuse dei sindacati pratesi, dopo un anno dalla firma del protocollo "Per il lavoro dignitoso e per il ripristino della legalità nel sistema produttivo illegale pratese del tessile-abbigliamento" fra i confederali e le associazioni datoriali della provincia (Confindustria, Confartigianato, Cna). Nel mirino - anche se nessuno le cita - sono soprattutto le aziende cinesi che, come avviene da 25 anni, continuano a non rispettare le regole.

«La situazione non è certo migliorata, anzi, lo sfruttamento lavorativo si è consolidato e l'illegalità resta diffusa», ha tuonato Massimiliano Brezzo, in rappresentanza di Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uiltec-Uil, al convegno di ieri a Prato per fare il punto sull'iniziativa. «Paradossalmente - ha aggiunto - stanno arrivando prima i controlli della Regione e del Comune su reati ambientali e smaltimento dei rifiuti. Ma gli articoli che ne riportano i risultati non parlano mai di dipendenti. Possibile che le aziende siano mandate avanti solo dal titolare?».

Andrea Tempestini, vicepresidente di Confindustria Toscana Nord, ha ammesso i limiti dell'operazione: «Le associazioni di categoria e i sindacati - ha detto - sono soggetti privati che non hanno alcuna possibilità di intervenire in prima persona: noi possiamo evidenziare i problemi e fornire la nostra collaborazione aiutando a leggerli nelle loro connotazioni più legate all'organizzazione e alle tecniche in uso nel sistema produttivo pratese, niente di più di questo. Ora dobbiamo lasciar lavorare le istituzioni che, dandosi a loro volta reciproca collaborazione, sono chiamate a farsi carico del problema. Abbiamo visto segnali importanti, che ci incoraggiano a confermare la nostra disponibilità alla denuncia e alla collaborazione».