Oggi | 14 aprile 2018 10:35

Regolamento privacy, imprese toscane in ritardo

Le imprese toscane sono pronte all'applicazione, dal 25 maggio prossimo, del nuovo Regolamento europeo sulla protezione dei dati personali? «Non siamo pronti, siamo però in corsa per adeguarci», risponde Alessio Marco Ranaldo, presidente di Confindustria Toscana, che ha partecipato a un convegno sul tema promosso dalla Camera di Commercio di Firenze con Privacy Italia, Snad, Ferpi e Ht Value.

«La cosa che mi fa un po' di paura - ha spiegato Ranaldo - è che è necessario che tutte le imprese a livello europeo e tutti gli stati membri della Ue adottino il Regolamento allo stesso modo e non ci siano differenze che poi vanno a impattare sulla competitività delle imprese; dall'altro è necessario tenere presente che il sistema industriale toscano è fatto di piccole e medie imprese, non solo di grandi aziende, per cui è giusto che gli adempimenti per la protezione dei dati personali vadano avanti secondo una logica che sia sostenibile dalle piccole imprese».

Non c'è alternativa all'adozione del Regolamento, se non il rischio di multe salate: «Sono previste e sono pesantissime - ha spiegato Raffaele Barberio, presidente di Privacy Italia - perché possono arrivare fino a 20 milioni di euro, oppure il 4% del fatturato. Quando si parla di aziende molto importanti, dunque, parliamo di cifre veramente rilevanti, ma a volte anche per una piccola azienda una multa del 4% sul fatturato è molto rilevante. Ecco perché bisogna muoversi, sapendo che questa è un'operazione dovuta ma è anche un'operazione di civiltà, perché una società si misura anche rispetto alla sua capacità di proteggere un bene così prezioso, come la cronaca di questi giorni ci sta insegnando in tutto il mondo».

Ma problemi per l'applicazione delle nuove norme si pongono anche per la Pubblica amministrazione, anch'essa in affanno nell'adeguarsi. «E' una sfida che non può diventare l'ennesimo adempimento», ha ammonito Vincenzo Del Regno, direttore generale della Città metropolitana di Firenze, in occasione di una giornata di approfondimento organizzata da Comune, Metrocittà e Università.

«C'è un problema di formazione del personale, peraltro a costo zero, a invarianza di bilancio, quindi il problema è anche questo», ha lamentato in tale sede Licia Califano, membro del collegio del Garante per la protezione dei dati personali, che però ha mostrato ottimismo sulle capacità di "rimonta" del sistema: «In Italia - ha detto - spesso arriviamo in ritardo, però poi arriviamo bene e meglio».

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