Oggi | 13 aprile 2018 15:38

Il Gallo Nero diventa sempre più verde



Cresce l'attenzione dei produttori del Chianti Classico verso l'agricoltura sostenibile e la conduzione biologica del vigneto. Un trend iniziato nei primi anni Duemila che oggi coinvolge un numero sempre più importante di aziende viticole nel territorio del Gallo Nero.

Da un campione di 115 aziende prese in esame dal Consorzio Chianti Classico (circa un terzo di quelle socie del Consorzio che imbottigliano Chianti Classico con propria etichetta) risulta che il 62% ha già la certificazione biologica o è in conversione. Le prime certificazioni risalgono alla fine degli anni 90 e negli ultimi cinque anni sono state numerose le aziende che hanno richiesto la certificazione. L'utilizzo di componenti chimiche per trattare i vigneti, dichiarano i produttori, è ben al di sotto le soglie limite imposte dalla Ue e in alcuni casi è del tutto eliminato, a favore di metodi alternativi.

Il sondaggio effettuato dal Consorzio non evidenzia unicamente questo aspetto.
La sostenibilità gioca un ruolo importante: quasi il 70% delle aziende mette in atto buone pratiche di gestione del suolo come l'inerbimento e una su tre sfrutta fonti energetiche alternative, come pannelli solari e impianti fotovoltaici. Non sono rari i casi in cui l'energia viene prodotta anche utilizzando le biomasse tramite appositi impianti, e frequente pratica è il compostaggio del materiale organico di scarto, per esempio della potatura, delle fecce e delle vinacce.

Ma non è solo vigneto: meno di un ettaro su cinque è dedicato all'agricoltura, e i restanti sono coperti da boschi. La gestione delle foreste è un tema di grande attualità (oltre che una tradizione antica) e la pratica di mantenere il bosco "sano" (rinnovamento della vegetazione, contenimento di malattie) concorre alla conservazione della biodiversità e dell'equilibrio dell'ecosistema Chianti Classico.

«Vinitaly è la vetrina per eccellenza del vino italiano - dice Carlotta Gori, direttore del Consorzio Chianti Classico - e il fatto che il salone dedichi una sua sezione alle produzioni biologiche è la riprova che esiste un forte interesse del pubblico per questa tipologia di prodotto. Ma per il Chianti Classico il rispetto e la tutela del territorio sono qualcosa di più. Il vino è frutto della fusione di due elementi, quello naturale e quello umano; la viticoltura biologica e quella sostenibile non sono solo scelte produttive ma atteggiamenti verso la terra che costudiamo».