Oggi | 12 aprile 2018 11:42

«Ripartire dalle piccole imprese»


Per il segretario di Confartigianato Arezzo, Mauro Giovagnoli, occorre ripartire dai territori, valorizzando chi, come le imprese artigiane aretine, crea lavoro e sviluppo, le piccole imprese, che rappresentano più del 90% del tessuto produttivo locale e danno lavoro a circa il 65% degli addetti.

L'appello di Giovagnoli è rivolto ai nuovi parlamentari e al futuro Governo centrale: «L'unica azione che può funzionare - dice il segretario di Confartigianato Arezzo - è quella finalizzata al vero sviluppo, puntando a costruire territori ‘a misura' di piccola impresa: con leggi semplici e chiare, con un fisco leggero, un credito orientato alla competitività ed incentivi all'innovazione digitale, con una formazione che unisca scuola e lavoro, il sapere e il saper fare, una nuova legge quadro sull'artigianato che superi vincoli di settore, dimensione e professione».

Tra le richieste più urgenti, c'è quella di allontanare, o quantomeno ammortizzare nelle sue ricadute pesantissime per le imprese, l'introduzione dell'obbligo di emettere e ricevere fatture elettroniche. Il 1° luglio, data d'inizio della prima fase di questa rivoluzione, è infatti dietro l'angolo.

«Confartigianato - spiega ancora Giovagnoli - sta conducendo un confronto serrato con Agenzia delle Entrate e ministero dell'Economia per evitare agli imprenditori il salasso di nuovi costi e lo shock di ulteriori carichi burocratici: chiediamo innanzitutto di posticipare al 1° gennaio 2019 l'avvio dell'obbligo di fatturazione elettronica previsto già dal primo luglio per le cessioni di benzina o gasolio per motori e per le prestazioni dei subappaltatori nei contratti di lavori pubblici».

Inoltre, Confartigianato insiste a sollecitare un avvio graduale dell'obbligo di fatturazione elettronica, scaglionando l'entrata in vigore a seconda della dimensione aziendale. Contemporaneamente chiede che vengano escluse dall'adempimento le operazioni con un imponibile inferiore a 500 euro.

«Crediamo che tre mesi – insiste il segretario provinciale - non siano sufficienti né per le imprese né per l'Amministrazione per essere pronti all'avvio della prima fase dell'adempimento. Si potrebbe ipotizzare anche un avvio senza sanzioni: chi vorrà sperimentare la fatturazione elettronica potrà iniziare a farlo e chi invece non sarà ancora pronto potrà continuare ad emettere fatture cartacee. La seconda linea di intervento – aggiunge Giovagnoli – è rivolta all'Agenzia delle Entrate a cui abbiamo chiesto di rendere la fatturazione digitale più semplice, meno invasiva, e per mettere al centro il ruolo degli intermediari soprattutto per le piccole imprese che non dispongono di un ufficio amministrativo e che si avvalgono totalmente dei nostri servizi».

«Il terzo livello di intervento – conclude il segretario – riguarda la nostra attività come associazione al fianco degli imprenditori per aiutarli ad affrontare la fatturazione elettronica obbligatoria, co grippi di lavoro e sessioni formative. Tutto questo con l'obiettivo di rendere la fatturazione elettronica il più semplice e il meno costosa possibile. Ci battiamo per ridurre al minimo gli oneri burocratici per le nostre imprese».