Oggi | 12 aprile 2018 20:31

«Nessuna aggregazione in vista per Mps»


Nessuna aggregazione in vista per Banca Mps, che prosegue nell'opera di risanamento: questo il messaggio che Marco Morelli, amministratore delegato dell'istituto senese, ha voluto dare agli azionisti nell'assemblea ordinaria di oggi a Siena. Assemblea che ha approvato il bilancio 2017 del Monte, chiuso con una perdita consolidata di 3,5 miliardi.

In tema di aggregazioni «allo stato attuale non c'è assolutamente nulla», ha spiegato Morelli, sottolineando che questo «è un tema che, in primis, deve essere trattato dai soci: se e quando avranno fatto valutazioni, io e il cda verremo ingaggiati sul tema e faremo tutte le riflessioni del caso».

Alle dichiarazioni dell'ad senese fa eco in qualche modo l'amministratore delegato di Ubi Banca, Victor Massiah, ospite oggi della prima edizione del 'Sustainable Economy Forum' a San Patrignano: ai cronisti ha detto che le voci che accostano la banca al dossier Mps vengono sempre fuori «perché voi continuate a fare le domande e vi divertite da morire».

Il 2018, secondo Morelli, è «l'anno più importante» per la storia del Monte, «per i suoi dipendenti e i suoi clienti», dopo un 2017 dove «quello che ci eravamo posti come target all'inizio dell'anno siamo riusciti a chiuderlo, e non era assolutamente scontato», per cui l'intenzione è continuare a lavorare «per raggiungere gli obiettivi del piano industriale».

Per quanto riguarda le sofferenze, ha comunicato l'ad, l'obiettivo è «chiudere entro maggio il processo» di cessione, e dunque «anticipare di un mese rispetto alla scadenza prevista». Migliora anche il clima giudiziario: la cifra massima che Mps rischia di dover pagare nel caso in cui perda le cause intentate contro la banca è calata dagli 8,3 miliardi del 2016 ai 3,9 miliardi del 2017, secondo quanto emerso in assemblea.

Dal punto di vista del funzionamento della banca, nel 2018 «abbiamo una ripresa degli impieghi vivi lordi, che è il primo segnale importante che la banca si è rimessa in cammino», ha detto Morelli, secondo cui i dati al primo trimestre, che saranno diffusi il 10 maggio, evidenziano anche «un'ottimizzazione della raccolta». L'andamento molto altalenante in Borsa, sostiene l'ad, è dovuto al flottante ridotto, per cui «basta poco per creare movimenti rilevanti».

Gli occhi, alla luce del ruolo del Tesoro come azionista di riferimento, sono puntati anche sulla nascita del futuro governo: «Il management del Monte e le strutture della banca - ha affermato Morelli - per portare avanti un piano molto complesso e sottoposto a monitoraggio costante, ha bisogno del sopporto forte e incondizionato di tutti gli azionisti, soprattutto di quello di riferimento».

L'assemblea, a larghissima maggioranza, non ha ammesso la proposta di votare per promuovere un'azione di responsabilità contro amministratori e sindaci della banca in carica dal 2012 al 30 giugno 2015.