Oggi | 11 aprile 2018 18:10

Toscana ed Emilia contro Enea per la ricerca nucleare

Non va giù a istituzioni e sindacati della Toscana e dell'Emilia Romagna la graduatoria finale fatta dall'agenzia nazionale Enea sulle location dove ospitare Divertor Tokamak Test facility (Dtt), il più grande polo nazionale di ricerca sulla fusione nucleare, destinato ad attivare investimenti per 500 milioni. Quella graduatoria ha visto al primo posto Frascati, nel Lazio, mentreil progetto presentato in tandem dalle Regioni Toscana ed Emilia Romagna - che prevedeva di sviluppare il reattore sperimentale nel centro ricerca Enea del lago del Brasimone, sull'Appennino tosco-emiliano - si è piazzato al quarto posto.

Oggi, 11 aprile, le due Regioni hanno deciso di scrivere al presidente Enea per chiedere la revisione immediata della graduatoria finale, contestando l'attribuzione dei punteggi. Nei giorni scorsi erano stati i sindacati di entrambe le regioni a esprimere preoccupazione per il futuro del centro ricerca Enea-Brasimone e per i mancati investimenti «su un territorio particolarmente fragile e con scarse prospettive sotto il profilo economico-sociale».

«Restiamo sorpresi – si legge nella lettera inviata al presidente Enea dagli assessori Stefano Ciuoffo (Toscana) e Palma Costi (Emilia Romagna) - nell'osservare che l'Emilia Romagna e la Toscana vengano considerate a minor potenziale tecnologico di Lazio, Abruzzo e Puglia; e che l'aeroporto di Bologna (7,7 milioni di passeggeri all'anno, di cui 75% per tragitti internazionali), insieme a quello di Firenze, siano stati paragonati alla pari, come aeroporti internazionali, con Pescara, Brindisi e Ciampino, venendo persino penalizzati per una questione di pochi chilometri».

Contestata anche la valutazione dei costi di insediamento: ridotti, secondo Toscana e Emilia, nel caso del centro ricerca del Brasimone, visto che si potrebbero usare «locali attualmente inutilizzati e facilmente riadattabili». Per questo le due Regioni invitano Enea a rivedere la graduatoria e a impegnarsi affinché il centro del Brasimone venga considerato come «un ambito prioritario nello sviluppo legato al Dtt e in nuove iniziative e progetti innovativi» anche per la «qualità del gruppo di ricerca lì attivo e del contesto operativo in cui esso è inserito».