Oggi | 9 aprile 2018 19:28

Vini toscani, +2,1% l'export 2017

Nel 2017 l'export di vini toscani ha segnato +2,1% arrivando a 936,8 milioni di euro. Negli ultimi dieci anni la crescita è stata del 69%, in linea con le esportazioni italiane di vini. Ma quello dell'anno scorso non è stato un grande risultato , né se paragonato all'andamento dell'export italiano di settore (+6,4%), né se confrontato con l'andamento delle esportazioni complessive della Toscana (+4,2%). E il motivo è legato soprattutto alla stagnazione dei vini rossi Dop, tradizionalmente i prodotti di punta della Toscana il cui appeal sta calando sui mercati internazionali: nel 2017 hanno totalizzato un fatturato estero di 521,5 milioni (erano 531,7 nel 2016), contro i 414,5 milioni degli "altri vini" (Supertuscan prodotti al di fuori delle denominazioni, Igt e vini bianchi, erano 386,1 milioni nel 2016).

I dati sono stati resi noti da Denis Pantini di Nomisma Wine Monitor oggi, 9 aprile, in occasione della presentazione all'Accademia dei Georgofili di Firenze del libro 'Wine Marketing', edizione 2018.

A "tradire" i rossi Dop sono stati gli Stati Uniti, mercato che pure resta il faro assoluto per l'export di vini toscani (assorbe il 34% in valore) , seguito dalla Germania (col 14%) e dal Canada. Negli ultimi cinque anni, dal 2012 al 2017, l'export di vini toscani negli Usa è cresciuto (solo) del 7%, contro il +251% degli altri vini.

L'altro freno è rappresentato dal prezzo: quello dei rossi fermi Dop è oggi di 6,3 euro al litro e, anche se è cresciuto del 24% negli ultimi cinque anni, resta di gran lunga inferiore ai rossi del Piemonte (9,18 euro), per non dire i francesi di Bordeaux (9,82) e soprattutto di Borgogna (26,31 euro).

La Cina resta un mercato di "speranza" per i vini toscani, perché oggi assorbe il 3% dell'export. In ogni caso - ha spiegato Pantini - Cina, Russia e Usa sono mercati in cui i consumi di vini rossi sono destinati ad aumentare nei prossimi anni. Tra le prospettive dei vini toscani resta poi l'enoturismo, con la regione che resta la destinazione preferita degli appassionati italiani e stranieri. Anche se su questo terreno, come ha spiegato la produttrice e esperta di marketing vinicolo Donatella Cinelli Colombini, molto si può ancora fare per migliorare accoglienza e vendite.