Oggi | 9 aprile 2018 17:03

«Fuori dal patto di stabilità la tutela dei monumenti»


Il direttivo di Anci Toscana lancia un appello alle istituzioni nazionali, Governo e Parlamento in testa, per tutelare e preservare il patrimonio storico, artistico e culturale della regione.

I crolli che si sono verificati negli ultimi anni e che hanno interessato importanti testimonianze del passato (solo per citare alcune località: Magliano in Toscana, Volterra, Poggio a Caiano, San Casciano in Val di Pesa e, ultima in ordine di tempo San Gimignano) pongono con assoluta urgenza la necessità di un piano regionale per il monitoraggio e la tutela almeno del patrimonio a rischio, che veda la partecipazione e l'apporto della Regione, delle soprintendenze, del ministero dei Beni culturali,dei Comuni e degli ordini professionali competenti.

«E' indispensabile contrastare quello che si va delineando come il progressivo sbriciolamento della Toscana dai mille e mille monumenti, in diversi casi patrimonio dell'umanità dice una nota di Anci Toscana -. I Comuni ne hanno profonda consapevolezza e hanno fatto il possibile, a volte da soli (in alcuni casi in presenza di proprietà del Demanio, come sono le mura di San Gimignano), pur fra vincoli di bilancio, frammentazione se non sovrapposizione di competenze e snervanti tempi burocratici. Ma è evidente che così non può continuare».

Proprio in questi giorni, a seguito del crollo nelle Mura di San Gimignano viene ricordato che il rapporto tra prevenzione e costi di riparazione in emergenza è di 1 a 10. Al tempo stesso è stato giustamente ricordato che le politiche di tutela del patrimonio culturale non possono assolutamente dipendere solo dalle risorse dei Comuni che, oltretutto, sono esigue e in molti casi bloccate dal patto di stabilità. Il problema è ancora piu' grave per i piccoli Comuni che, spesso, hanno patrimoni di grandi rilevanza e dimensioni ma quasi nessuna risorsa.
L'Anci Toscana, nel dare la sua disponibilità a partecipare e collaborare attivamente a tutte quelle iniziative tese ad affrontare concretamente l'esigenza di salvaguardare un patrimonio di straordinario valore culturale, storico, sociale ed economico, nell'ambito di una più generale politica di tutela dell'assetto idrogeologico del territorio, fa notare che in tutta la campagna elettorale il tema dei Comuni, del loro ruolo, delle loro difficoltà nel rispondere alle esigenze dei cittadini e nell'assicurare i servizi necessari, è risultato quasi marginale.
«L'auspicio e la richiesta - conclude la nota - sono che il nuovo Governo e il Parlamento affrontino anche queste priorità e assicurino risorse adeguate e consentano, come già fatto per l'edilizia scolastica, di mettere fuori dal patto di stabilità le spese dei Comuni per la manutenzione ordinaria e straordinaria dei beni culturali».