Oggi | 13 febbraio 2018 17:10

Crac Etruria, i risparmiatori chiedono rimborsi a Pwc

Non una vera e propria class action, ma un tentativo di aprire la strada a ulteriori rimborsi per gli obbligazionisti di Banca Etruria, e a una compensazione anche per gli azionisti dell'istituto: è la mossa annunciata oggi da Federconsumatori Toscana nei confronti di PriceWaterhouse Coopers, la società che dal 2010 ha certificato i bilanci di Banca Etruria commettendo, secondo l'associazione, "gravi responsabilità, negligenze e omissioni".

Federconsumatori chiederà un accertamento tecnico preventivo al Tribunale competente, al fine di ottenere un rimborso per i risparmiatori. Il giudice, sulla base della perizia del consulente tecnico d'ufficio chiamato ad accertare le responsabilità di Pwc, potrà invitare le parti alla conciliazione. E se alla fine non sarà trovata una mediazione, secondo Federconsumatori, la perizia potrà essere utilizzata come base per un successivo contenzioso legale.

«Abbiamo i bilanci di una società che nel tempo è andata male - spiega Luca Bagnoli, docente di economia aziendale e consulente di Federconsumatori - dall'altra due soggetti che si sono espressi: Bankitalia, dai cui controlli si evinceva lo stato di crisi, dall'altra Pwc che nel documento annuale diceva che andava tutto bene. Quello che noi riteniamo importante è capire come mai ci sia stata questa opinione, senza rilievi, in un bilancio di una banca che poi è fallita. Fra il 2012-14 si è vista un'evidenza dello stato di crisi dalle relazioni di Bankitalia, e dall'altro lato c'era la relazione di Pwc secondo cui sostanzialmente andava tutto bene».

La scelta dell'accertamento tecnico, secondo Federconsumatori, presenta dei vantaggi rispetto alla causa civile in termini di tempi e costi, e non presenta il rischio di soccombenza del ricorrente. L'associazione ha annunciato di voler tenere delle assemblee sui territori per raccogliere adesioni: Federconsumatori negli ultimi anni ha assistito oltre 2.700 risparmiatori di Banca Etruria, e stima che ci possano essere, oltre agli obbligazionisti, circa 60mila azionisti che potrebbero aderire all'iniziativa.

«E' un'azione coraggiosa che può fare scuola nel Paese», afferma Emilio Viafora, presidente nazionale di Federconsumatori, secondo cui l'azione «può essere anche una pietra miliare nel rapporto fra risparmiatori, organi di vigilanza, e società che appaiono avere grandi responsabilità in questa vicenda, come in altre su cui nelle prossime settimane proporremo iniziative, legate a derivati piazzati in Italia».