Oggi | 9 febbraio 2018 17:23

Ubi in utile dopo l'assorbimento di Banca Etruria


Nonostante il lavoro fatto per l'integrazione di Banca Etruria e Banca Marche, e quello da fare per CariChieti, «siamo stati in linea con quelli che erano i risultati previsti del primo anno del piano industriale». Lo ha affermato Victor Massiah, amministratore delegato di Ubi Banca, commentando i risultati economici del 2017, che vedono l'istituto lombardo riportare un utile contabile di 690,6 milioni di euro, rispetto a una perdita di 830,2 milioni nel 2016, quando Ubi non aveva ancora rilevato le tre "good banks".

Al risultato, spiega il gruppo, hanno contribuito i proventi operativi generati dal gruppo allargato per 3,58 miliardi, in crescita di circa 459 milioni rispetto al 2016, mentre gli oneri operativi, che non riflettono ancora i risparmi di costo previsti dal piano industriale, si sono attestati a 2,43 miliardi, in crescita di 274 milioni. Il Cet1 consolidato e' all'11,43%. Il consiglio d'amministrazione di Ubi proporrà all'assemblea dei soci la distribuzione di un dividendo di 11 centesimi per azione, per un totale di 125,5 milioni contro i 107,1 milioni del 2016.

Le rettifiche su crediti deteriorati nel quarto trimestre dell'anno pesano per 310,7 milioni. Il consiglio di amministrazione ha deliberato la vendita nel corso dei prossimi 3 anni di un «pacchetto significativo di crediti deteriorati», per accelerare il raggiungimento di una quota di Npl lordi inferiore al 10% a cavallo tra il 2019 e il 2020, in funzione delle condizioni di mercato. La Bce, che ha un'ispezione in corso sul portafoglio crediti alle imprese del gruppo, «ci sta aiutando a correggere alcuni errori di valutazione - ha sottolineato Massiah - ma non è un'ispezione che ha stravolto né la classificazione» dei crediti deteriorati «né la dimensione» degli accantonamenti.