Oggi | 12 gennaio 2018 19:04

La Consulta boccia le assunzioni toscane in deroga

La Corte costituzionale accoglie l'impugnativa del Governo e boccia uno snodo organizzativo di notevole rilievo della legge regionale in materia di potenziamento dell'Autorità portuale regionale, che ha competenza sui porti minori (Viareggio, Marina di Campo, Porto Santo Stefano e Isola del Giglio).

La legge regionale in questione è la n. 72 del 18 ottobre 2016 e la sentenza della Consulta ha dichiarato incostituzionale l'articolo 9, comma 2, che prevedeva l'assunzione a tempo indeterminato - in deroga alle norme statali - di dieci persone (non inquadrate come dirigenti) per lo svolgimento di funzioni aggiuntive.

La norma era stata oggetto di ricorso del Governo – curiosamente, era il ricorso n. 1 del 2017, ora deciso con la sentenza della Consulta n. 1 del 2018 – che lamentava la lesione della competenza statale in materia di coordinamento della finanza pubblica (articolo 117, terzo comma, della Costituzione), e in particolare la deroga ai limiti alle assunzioni da parte degli enti pubblici regionali, posti dall'articolo 1, comma 228, della legge di stabilità per l'anno 2016.

La Regione ha opposto la propria competenza legislativa in materia di organizzazione amministrativa degli enti pubblici regionali, nonché la diretta correlazione tra le ipotizzate assunzioni in deroga e le nuove funzioni (e relative entrate) che la legge regionale prevede per l'ente portuale. Ma quando si tratta di vincoli di spesa per le Regioni, inseriti nell'ambito delle complessive manovre finanziarie statali, la giurisprudenza della Corte risulta da tempo univoca e inflessibile nel riconoscere la supremazia della competenza statale, tanto che la partita appariva segnata nel suo esito .

Così è andata. La Corte ha fatto richiamo a numerose sentenze precedenti per affermare che «non può dubitarsi che la norma statale (…) comporta l'obbligo per le Regioni e gli enti regionali di attenersi ai principi ivi affermati, per contribuire a realizzare l'obiettivo di contenimento e controllo della spesa nel settore del pubblico impiego. Ne consegue che la disposizione regionale censurata, derogando ai vincoli così stabiliti (…), configura ex se una lesione della competenza statale in materia di coordinamento della finanza pubblica».

Con l'ulteriore precisazione che «solo lo stesso legislatore nazionale può prevedere diversificate modalità applicative, ovvero circoscritte deroghe temporalmente limitate ai vincoli assunzionali da esso stesso disposti, dettando, inoltre, specifiche modalità attuative al fine di verificarne l'impatto finanziario».

Resta ora aperto per la Regione il problema di assicurare il buon funzionamento dell'Autorità portuale, rimanendo entro i limiti di spesa e i relativi vincoli di assunzione di nuovo personale stabiliti dalla norma statale.