Oggi | 12 gennaio 2018 15:06

«Il nostro operato nel Cda Braccialini è stato corretto»

«Le indagini della magistratura sono un atto dovuto e opportuno in caso di dissesto finanziario e di conseguente accesso ad una procedura concorsuale»: inizia con questa precisazione il commento di Riccardo Braccialini, amministratore delegato della Braccialini fino al 2016, tra gli indagati, con il fratello Massimo, dalla procura di Firenze per il dissesto finanziario della casa di moda fiorentina . E, nella dichiarazione congiunta con il fratello, aggiunge: «confidiamo nell'operato della magistratura e auspichiamo che gli esiti dell'indagine possano mostrare le origini profonde del dissesto e la correttezza del nostro operato di cui siamo assolutamente certi».

Nell'inchiesta della procura di Firenze sul dissesto finanziario dell'azienda di pelletteria rilevata da Graziella Group, sono almeno 25 le persone coinvolte nell'indagine, fra cui i membri del consiglio d'amministrazione in carica tra 2011 e 2014 e i sindaci revisori dello stesso periodo accusati di bancarotta societaria da falso in bilancio. Tra gli indagati, oltre a Riccardo, attualmente presidente dell'Associazione italiana pellettieri Aimpes, anche il fratello Massimo: la casa di moda Braccialini è stata fondata nel 1954 da Roberto e Carla Braccialini.