Oggi | 11 gennaio 2018 15:01

Inchiesta per bancarotta sulla vecchia Braccialini


Almeno 25 iscritti nel registro degli indagati, fra cui i membri dei consiglio d'amministrazione in carica tra 2011 e 2014 e i sindaci revisori dello stesso periodo, in un'inchiesta della procura di Firenze sul dissesto finanziario di Braccialini, l'azienda di pelletteria rilevata nel 2017 da Graziella Group. L'accusa principale dei magistrati è quella di bancarotta societaria da falso in bilancio, con riferimento ai bilanci relativi agli esercizi chiusi nel 2011, 2012, 2013 e 2014.

Tra gli indagati, scrive l'agenzia Ansa, ci sono i fratelli Riccardo e Massimo Braccialini della famiglia fondatrice, ma secondo fonti inquirenti citate dalla stessa agenzia sarebbero indagati per bancarotta semplice anche gli amministratori del Cda in carica quando l'azienda fece richiesta di concordato preventivo (6 maggio 2016): in questo caso sarebbero all'attenzione degli inquirenti alcune fusioni tra società controllate dalla Braccialini, che avrebbero contribuito ad aggravare il dissesto finanziario della società, e sulla cui regolarità sono ancora in corso accertamenti. Perquisizioni da parte della Guardia di Finanza sono state eseguite negli uffici di Braccialini nei mesi di settembre e ottobre 2017.

La procedura di concordato preventivo dell'azienda è stata ammessa ed è al momento in fase di omologazione da parte del tribunale. Il debito accumulato dall'azienda sarebbe di circa 37 milioni di euro, di cui 16 milioni verso creditori privilegiati (dipendenti, agenti, collaboratori e istituti bancari). Nel 2017 la società Graziella Group ha acquisito il ramo d'azienda con i marchi Braccialini e Tua per la somma di 5,7 milioni di euro.