Oggi | 10 gennaio 2018 19:08

«No al trasloco della sezione fallimentare di Prato»

Anche se le Camere sono sciolte e il governo resta in carica solo per l'ordinaria amministrazione, la nuova legge fallimentare - che dovrà essere attuata con decreti legislativi - prospetta l'accorpamento della sezione fallimentare del Tribunale di Prato con quella del Tribunale di Lucca, città scelta come sede, nell'ambito della riforma del settore.

La prospettiva scatena la reazione di Confindustria Toscana Nord (Prato, Pistoia, Lucca), che preannuncia l'aumento dei disagi per le imprese e dei costi per la collettività. «Quale sarebbe la logica dell'operazione che si prospetta?», si domanda il vicepresidente di Confindustria Toscana Nord (Prato, Pistoia,Lucca), Andrea Tempestini. «Organizzare meglio e quindi portare risparmi alla ‘macchina pubblica'? Logica parziale miope e fatta a tavolino senza collegamento sul territorio. Il Tribunale di Prato soffre di mancanza di organici ma la soluzione non è trasferire il problema ad altro tribunale: come farà Lucca a gestire la considerevole mole di procedure che arriveranno? Avrà necessità di organici: quindi non era meglio integrare e potenziare quello di Prato?»

Altro punto a sfavore della riforma, secondo gli industriali, è il piano per l'accorpamento della Camere di commercio che prevede l'unione di Prato e Pistoia, mentre la sezione fallimentate di Prato si accorperebbe appunto con quella di Lucca.

«Come associazione - aggiunge Tempestini - avevamo sperato a suo tempo che Prato potesse ospitare il Tribunale delle imprese, invece ora ci potremmo trovare addirittura ad assistere alla perdita sul territorio anche della sezione fallimentare». Il presidente conclude proponendo di aprire un dibattito in città per raccogliere idee e proposte, «facciamo sistema invece che concentrarsi su polemiche interne sterili».