Oggi | 10 gennaio 2018 17:45

«Moda, le filiere si tutelano con la sostenibilità»


Tutelare la sostenibilità e la legalità nelle filiere della moda vuol dire tutelare anche la qualità del sistema moda nel suo complesso: è il punto su cui hanno convenuto istituzioni, imprese e sindacati che si sono confrontati al convegno "La filiera trasparente nella moda" promosso da Filctem-Cgil insieme a Campagna Abiti Puliti oggi a Firenze, in parallelo alla grande kermesse di Pitti Uomo.

«Se lasciamo spazio - ha ammonito Stefano Ciuoffo, assessore regionale allo Sviluppo economico - a processi di lavorazione che non tengono conto della qualità ambientale, di come si alleva il bestiame, di come si lavora con la chimica, se tutto questo non è oggetto della nostra attenzione, in quegli spazi gli altri si infilano ed erodono marginalità». Dunque, ha affermato l'assessore, è necessario «consolidare i processi virtuosi ed espellere le degenerazioni: se questo non avviene, sarà premiato chi fa sconti su ambiente, lavoro, lavoratori, chi traduce lo sconto sul prezzo finale in una perdita di qualità complessiva della filiera».

Qualche divergenza in più, fra i partecipanti, si è rilevata sul tema dei compiti affidati a ciascuna parte del sistema. «Dobbiamo trasferire tutto alle aziende - ha chiesto Franco Baccani, responsabile del progetto Made in Italy e anticontraffazione di Confindustria Firenze - o deve essere la parte legislativa a controllare, verificare e attuare le normative? Le aziende devono essere chiamare a rispettare le leggi: se ci sono integrazioni volontarie ben vengano, la visione a lungo periodo porta vantaggio alle imprese e alla collettività e ci preserva da problemi che posono nascere».

A livello regionale si attende ancora l'entrata in vigore del protocollo d'intesa sulla pelletteria sottoscritto dalle parti sociali: «Si tratta di trovare accordi con tutti i soggetti di controllo pubblico, come l'ispettorato del lavoro - spiega Bernardo Marasco, segretario generale della Filctem di Firenze - e poi avere l'adesione volontaria delle imprese che si vogliono sottoporre a questo elemento di trasparenza. Mi auguro che sia una cosa molto veloce, perché il distretto della moda si sta riorganizzando potentemente, nei prossimi anni avremo una grande riorganizzazione che ci porterà con forza ad avere una grande riduzione di aziende artigiane, quindi molte chiusure, e una crescita dimensionale delle imprese industriali che ci sono».