Oggi | 10 gennaio 2018 11:35

Interporto Vespucci: «Debito estinto nel 2022»

«L'obiettivo dell'interporto Amerigo Vespucci di Livorno è arrivare all'estinzione del debito entro il 2022». Lo dice, al Sole 24 Ore oggi in edicola, l'amministratore delegato Bino Fulceri. Il rilancio dell'interporto (a settembre l'indebitamento era calato del 13%, a 56 milioni) è una delle priorità del presidente dell'Autorità di sistema portuale del Tirreno settentrionale, Stefano Corsini che sta cercando di muoversi velocemente per scongiurare che lo scalo di Livorno sia tagliato fuori dalle rotte delle navi container di dimensioni medio-grandi. Secondo Fulceri l'interporto, che si estende su un'area di 3 milioni di metri quadrati (2 dei quali sono ancora inutilizzati), «deve diventare una vera area di retroporto».

È in corso una ristrutturazione finanziaria che prevede la cessione di asset (per lo più immobiliari) non strategici, la creazione di una zona franca doganale, lo sviluppo di nuovi servizi logistici (come il collegamento intermodale con l'interporto di Verona per i semirimorchi su treno) e un aumento di capitale da 10 milioni, con il quale l'Adsp salirà al 30% delle quote dell'interporto, assumendone il controllo (oggi è al 9,59%, mentre il 40% è di Mps e il 23% della Regione Toscana).

Per il rilancio dello scalo è necessario anche il riassetto del nodo ferroviario e la realizzazione della Darsena Europa. Inoltre lo sviluppo dell'Asdp del Tirreno passa anche attraverso il riassetto del porto di Piombino: lo scalo ha realizzato 350 metri lineari di nuova banchina, con un finanziamento da 110 milioni proveniente Governo, Regione Toscana e port Authority. È inoltre in costruzione (e dovrebbe essere pronta entro giugno 2018) un'altra banchina da 300 metri (investimento da 20 milioni), perpendicolare alla prima.