Oggi | 11 gennaio 2018 14:22

Sulla Tav di Firenze un contenzioso da 130 milioni

C'è anche il blocco dei cantieri per il nodo alta velocità di Firenze, con un contenzioso in corso per 130 milioni, tra le cause che hanno portato l'azienda appaltatrice attiva nel settore delle infrastrutture Condotte (1,3 miliardi di fatturato) a chiedere, nei giorni scorsi, il concordato in bianco.

L'entità del contenzioso, in corso con le Ferrovie, risulta dal bilancio 2016 di Condotte, nel quale si spiega che la crisi non è di natura industriale, legata a cali di fatturato o di commesse (la società ha un portafoglio da circa 6 miliardi): «La crisi è di liquidità per le difficoltà a incassare causate da cantieri bloccati o che avanzano a rilento per colpa delle stazioni appaltanti o di imprevisti, Sal (stati d'avanzamento lavori, ndr) realizzati e non pagati, extracosti non riconosciuti con contenziosi aperti e dai tempi lunghi».

L'obiettivo dell'istanza di concordato presentato al Tribunale di Roma è dunque quello di spingere le banche a un tavolo per allungare le scadenze dei debiti, dare nuova fiducia al gruppo e arrivare così in tempi rapidi, se possibile, a ritirare l'istanza giudiziaria senza arrivare al concordato preventivo e al commissariamento.