Oggi | 11 ottobre 2017 14:59

A Piombino riparte un treno rotaie (per due settimane)

Stamattina a Piombino è ripartita - dopo mesi di fermo - l'attività del treno rotaie riportando al lavoro, secondo quanto fa sapere l'azienda, circa 500 dipendenti Aferpi (la holding che ha rilevato gli asset dell'ex Lucchini) tra addetti, personale per la manutenzione e logistica. Ma per i sindacati il blocco della produzione è già dietro l'angolo.

L'attività riprende a pochi giorni dalla scadenza dell'ultimatum (fissata al 31 ottobre) dato dal ministero dello Sviluppo economico a Cevital (il gruppo algerino che controlla Aferpi) per presentare un partner con un nuovo piano industriale.

Restano però fermi gli altri impianti. Aferpi spiega che sono in corso gare per la fornitura dei prodotti per la riattivazione degli impianti di laminazione per la produzione di vergelle e barre. Ma i sindacati vedono ancora molti problemi. Secondo la Fiom i lavoratori tornati a lavoro sarebbero al massimo 350 su totale di oltre 2mila e comunque la produzione dovrà nuovamente fermarsi.

«Gli addetti al treno rotaie - spiega Jonathan Ghignoli, coodinatore Fiom - sono 200, aggiungendo anche chi si occupa di servizi e manutenzione arriviamo a 300-350, ma lavoreranno per circa due settimane. Sono appena arrivate due navi dall'India con 14mila tonnellate di semiprodotto da laminare, ma non ci sono altri ordini in arrivo. Per non parlare degli altri due treni fermi da 11 mesi».

Per quanto riguarda la scadenza del 31 ottobre la Fiom chiede l'intervento del Governo. «O c'è davvero un soggeto interessato per la compravendita - aggiunge Ghignoli - oppure dal primo di novembre il Governo, in quanto garante dell'intesa con Cevital e dell'Accordi di progranna, deve prendere in mano lo stabilimento tramite una nuova governance e deve garantire la ripartenza dei treni. Poi deve prendere contatti con i soggetti interessati».