Oggi | 10 ottobre 2017 15:50

Aeroporto dell'Elba, dalla Regione 1,7 milioni

La Regione rinnova il finanziamento di 1,7 milioni in tre anni a favore di Ala Toscana, la società che gestisce lo scalo aeroportuale di Marina di Campo, all'Isola d'Elba. Resta però da sciogliere il nodo del rinnovo della continuità territoriale , ovvero il collegamento aereo regolare e continuativo tra lo scalo e il continente (gli hub di Pisa, Firenze e Milano): il ministero e Enac non hanno ancora pubblicato il bando triennale facendo di fatto saltare il servizio per i prossimi mesi invernali.

Oggi con una nota la Regione informa che corrisponderà ad Ala Toscana fino a 570mila euro all'anno per tre anni (l'erogazione dipende dalle spese effettivamente sostenute e rendicontate). Il contributo servirà per le attività relative alla sicurezza, all'antincendio, al controllo del traffico aereo ed alle dogane e sarà corrisposto a consuntivo di ciascuna annualità.

«A garanzia della continuità territoriale degli abitanti dell'Elba e per assicurare il funzionamento ed il corretto svolgimento delle attività di terra dello scalo elbano - commenta l'assessore regionale alle infrastrutture Vincenzo Ceccarelli - la Regione rinnova il suo impegno e il suo sostegno finanziario con un investimento complessivo di oltre 1,7 milioni, suddiviso in tre annualità. Riteniamo fondamentale l'attività dell'aeroporto dell'Elba, sia per garantire collegamenti veloci con Pisa e Firenze ai residenti, che per i flussi turistici, a beneficio dell'economia di tutto l'Arcipelago».

Restano però i ritardi sulla nuova assegnazione. L'ultimo bando triennale – affidato da Enac a Silver Air nel 2014 – scadrà il 26 ottobre. «Il nuovo bando non è ancora stato pubblicato – spiega l'amministratore di Ala Toscana, Claudio Boccardo - e noi siamo fortemente preoccupati perché ormai è certo che nella stagione invernale non ci saranno voli di continuità territoriale, ma il timore è che si possa compromette anche la stagione estiva».

Tra la pubblicazione del bando e la stipula del contratto con il nuovo vettore infatti devono passare, per legge, almeno sei mesi. «Non avere un contratto in essere e quindi non aprire la vendita dei voli per la prossima stagione estiva rischia di essere un grave danno».