Oggi | 13 settembre 2017 14:53

Cambi d'uso, anche i costruttori chiedono certezze


Dopo l'Ordine degli architetti , anche Ance Firenze - l'associazione confindustriale che riunisce i costruttori - chiede certezze a Palazzo Vecchio sul regime dei cambi di destinazione d'uso degli immobili situati nel centro storico, avvolto dalla nebbia dopo il diluvio di provvedimenti contrastanti degli ultimi mesi (sentenza della Cassazione penale, modifica del testo unico edilizia, sentenza del Tar Toscana).

«Occorre ridare certezza del diritto al regime edilizio degli interventi di mutamento di destinazione d'uso», ammonisce Ance Firenze in una nota che segue l'incontro avuto nei giorni scorsi con l'assessore all'Urbanistica del Comune di Firenze, Giovanni Bettarini, e con i dirigenti dell'edilizia di Palazzo Vecchio. «Accogliamo con favore la recente sentenza del Tar Toscana che ammette la Scia per il cambio di destinazione d'uso », afferma Ance Firenze rivelando la "soluzione" delineata dai tecnici di Palazzo Vecchio per sciogliere il rebus sul titolo abilitativo che d'ora in poi sarà necessario per i cambi d'uso in centro storico e nella cosiddetta 'zona A': «Per gli operatori - scrive Ance Firenze - c'è una duplice possibilità di ricorso al permesso di costruire o alla Scia, in funzione della tipologia di opere e della classificazione d'intervento. Resta fermo che sarà consentito il cambio di destinazione d'uso anche mediante risanamento e restauro conservativo».

In ogni caso, Ance e Comune si sono impegnate a monitorare le pratiche presentate, «anche in previsione del crescente interesse manifestato dagli investitori su progetti di rigenerazione urbana, coerentemente con la strumentazione urbanistica basata sul principio "volumi zero"».

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