Oggi | 12 settembre 2017 14:20

La startup fiorentina Keesy sbarca a Roma e Milano

La startup fiorentina Keesy, che ha lanciato a maggio il primo servizio di accoglienza totalmente automatizzato (un ufficio per il check-in e il check-out in aiuto dei viaggiatori e di chi affitta case a scopi turistici) sbarca a Roma e Milano.

Dopo aver inaugurato la sede fiorentina in via S. Caterina da Siena, a due passi dalla stazione di Santa Maria Novella (un investimento da 600mila euro) l'azienda, fondata a ottobre 2016 dall'imprenditore Patrizio Donnini (nella foto), aprire a fine ottobre a Roma (a Trastevere) e a Milano, vicino alla stazione centrale. Nel 2018 apriranno altre due sedi, a Roma Termini e a Milano Cadorna.

Tra i piani dell'azienda (che vuole rivoluzione il rapporto tra turista e affittuario ed è in grado di gestire le pratiche burocratiche, tra cui la consegna delle chiavi e la registrazione dei documenti) l'apertura di 30 keesy point (dove effettuare ckeck-in, check-out e la registrazione dei documenti) entro il 2019: «Non solo in Italia - precisa Donnini -. Abbiamo ricevuto oltre 60 richieste, da Barcellona a Miami: investitori interessati a far parte di questa attività». L'azienda chiuderà il 2017 con un fatturato di 300-400 mila euro, l'obiettivo per il 2018 è ambizioso, arrivare a 2,4 milioni: «Ci stiamo allargando - dice Donnini - e già stiamo vedendo i primi risultati. Un punto come Firenze arriverà a fatturare 400mila euro l'anno».

La startup ha lanciato, nelle ultime settimane, altri due servizi oltre al Keesy box (legato alla sede fisica): si tratta del prodotto Keesy kless e del Keesy paper. Il primo di fare tutte le operazioni attraverso l'app, senza passare dal Keesy point: alla fine del check in l'utente riceverà un codice domotico per aprire l'appartamento: «Questo ci permette di interrompere la territorialità», dichiara Donnini. Il secondo invece permette di far fare tutta la parte burocratica all'azienda, ma non elimina il contatto tra l'host e il guest:

«Abbiamo aggiunto questo servizio - commenta Donnini - perché alcuni proprietari degli immobili preferiscono avere un contatto fisico con gli ospiti, non amano fare tutto online».

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