Oggi | 3 agosto 2017 14:13

«La Regione studia il ristoro dei danni da siccità»


La via maestra è quella della costruzione di invasi e del rifacimento delle condutture per conservare l'acqua in caso di siccità, ma la Regione Toscana cerca anche soluzioni immediate per gli agricoltori che, senza piogge, hanno visto sfumare le prospettive di un buon raccolto. «Vediamo come possiamo intervenire anche in termini di ristoro dei danni», ha confermato oggi l'assessore all'agricoltura Marco Remaschi (secondo da sinistra, nella foto) in occasione della presentazione del Peperoncino Day (19 e 20 agosto a Viareggio), kermesse dedicata a una coltivazione adatta ai climi molto caldi.

Lo snodo fondamentale è la richiesta dello stato di calamità: «Abbiamo fatto richiesta al governo centrale - spiega Remaschi - di poter derogare rispetto al decreto legislativo 102/2004, ai fini di poter intervenire sulla previdenza, sulla fiscalità, sul mondo bancario e anche sulle assicurazioni: sono temi e risposte dirette che permetterebbero agli agricoltori una immediatezza rispetto al danno subito».

Tuttavia secondo l'assessore «la risposta che dobbiamo dare ai nostri produttori è quella di investire in maniera organica e chiaramente su quello che riguarda le infrastrutture, per dotare la nostra agricoltura di maggiore opportunità ai fini irrigui: su questo siamo concentrati, lo stiamo facendo, abbiamo messo in campo studi specifici, e sappiamo come poter intervenire, cosa fare. Del resto i cambiamenti climatici sono sotto gli occhi di tutti, è una preoccupazione vera».

Un altro aspetto da contemplare può essere, secondo Remaschi, «incentivare anche l'aspetto delle assicurazioni contro il rischio di siccità: che però non ristorano mai il danno completo. E poi è chiaro che quando c'è un calo di produzione c'è anche una perdita di mercato, e quando c'è una perdita di mercato sappiamo quanto non sia facile, spesso, riacquisire poi i clienti. Quindi è una doppia preoccupazione».