Oggi | 14 luglio 2017 18:12

A Firenze cambi d'uso solo col permesso di costruire

La modifica del Testo unico dell'edilizia, approvata dal Parlamento nei giorni scorsi , non cancella del tutto gli effetti della sentenza della Corte di Cassazione su Palazzo Tornabuoni, che aveva scatenato il caos edilizio a Firenze .

Il Comune di Firenze ha appena finito di revocare la ventina di provvedimenti (determine dirigenziali) con cui aveva bloccato le Scia che prevedevano cambi di destinazione d'uso in immobili del centro storico sui quali erano possibili, al massimo, interventi di restauro risanamento conservativo. I lavori, in quegli immobili, possono dunque ripartire.

Ma ora Palazzo Vecchio annuncia il cambio di rotta sul titolo necessario per modificare la destinazione d'uso di un immobile: «La sentenza della Cassazione - spiega il dirigente Domenico Palladino - ha affermato due principi: non solo che il cambio di destinazione d'uso non si può fare col restauro risanamento conservativo, ostacolo che è stato superato con la modifica del Testo unico dell'edilizia; ma anche - ed è un principio su cui oggi non c'è una giurisprudenza univoca - che il cambio di destinazione d'uso non si può fare con Scia, ma solo col permesso di costruire. Noi ne prendiamo atto e ci adeguiamo».

Per questo d'ora in poi, aggiunge Palladino, per cambiare la destinazione d'uso di un immobile nelle zone A di Firenze sarà richiesto il permesso di costruire. Con la conseguenza di allungare i tempi (90 giorni quelli necessari per il permesso) e di avere un controllo ancora più stretto sugli interventi da realizzare: «Ma su questo fronte cambia poco, perché noi controllavamo già tutte le Scia», sottolinea Palladino.