Oggi | 18 maggio 2017 17:04

Il Chianti Classico diventa a km zero

Debutta sul mercato il vino Chianti Classico fatto "al 100%" nella zona d'origine del Chianti, tra Firenze e Siena: non solo con uve Sangiovese coltivate e imbottigliate qui - come prescrive il disciplinare di produzione - ma anche con botti di legno autoctono, castagno proveniente dai boschi della zona.

A imboccare la strada del vino interamente a km zero è Luigi Cappellini, titolare dell'azienda Castello di Verrazzano a Greve in Chianti (Firenze), dove nacque il navigatore Giovanni da Verrazzano cui si attribuisce la scoperta della baia di New York.

Partendo da un progetto dell'Accademia dei Georgofili, che ha dimostrato come fino agli anni Settanta il Chianti Classico venisse stoccato in botti di legno del territorio, Cappellini ha deciso di tornare all'antico: ha commissionato le botti (da 220 litri) alla fabbrica piemontese Gamba, fornendo legno di castagno proveniente dal Monte San Michele, Monte Luco e Badia a Coltibuono.

Il vino a km zero è quello proveniente dal vigneto Valdonica, che ora è diventato una "Gran Selezione" Chianti Classico, prodotto in 6mila bottiglie. «Lisciamo le nostre colline, conserviamo i nostri vigneti, rincorriamo i clienti - ha spiegato Cappellini presentando il progetto all'Accademia dei Georgofili - ma poi il progetto di valorizzazione del terroir si interrompe quando affiniamo i vini. Ora non è più così».

L'operazione non è solo di marketing, ma si lega alla sostenibilità ambientale e al gusto, visto che il vino esprime profumi, sentori e saporiti tipici del territorio. Riscoprire il castagno ha anche «un forte valore romantico,e finalmente si può dire
che il legno delle nostre botti non è uguale a quello di tutti gli altri vini di oggi». Cioè quelli affinati in barrique di legno francese o americano o nel cemento.