Oggi | 18 maggio 2017 06:27

Accordo per inserire al lavoro le persone svantaggiate

E' stato firmato un protocollo di intesa quinquennale fra Regione Toscana, Estar, Federsolidarietà, Legacoop sociali-Legacoop Toscana e Associazione generale cooperative italiane (Agci) per promuovere i rapporti tra le istituzioni pubbliche e la cooperazione sociale di tipo B, che si occupa dell'inserimento lavorativo delle persone svantaggiate.
Estar, stazione appaltante più importante in Toscana, garantirà una riserva del valore economico dell'8% sugli appalti da assegnare alla cooperazione sociale di tipo B. La partita dell'inserimento lavorativo delle persone svantaggiate, in Toscana, vale fra gli 8 e i 9 milioni di euro.

«Estar fa parte del tavolo tecnico che viene portato avanti con la Regione e le cooperative - ha detto il direttore Nicolò Pestelli - per trovare tutte le soluzioni possibili, concesse anche dal nuovo codice degli appalti, per poter garantire gli inserimenti di persone disagiate, prevedendo anche gare destinate solo a cooperative o a società che hanno persone disagiate. Il nostro compito è quello di individuare le soluzioni tecniche, avviando anche percorsi di dialogo, e via via andare a individuare i settori di interesse per questo tipo di attività».

«Con il Protocollo d'intesa sugli affidamenti alle cooperative sociali di tipo B - ha detto Fabio Palmieri (Federsolidarietà) - la Regione Toscana e l'assessore Saccardi hanno colto le opportunità - in termini di spazi di tutela delle finalità sociali - che il nuovo Codice dei contratti offre in tema di concessioni e "appalti riservati" alla cooperazione sociale di inserimento lavorativo».

Per Eleonora Vanni (LegaCoopSociali) «con questo accordo si prosegue il percorso iniziato qualche anno fa e si traccia la strada per i prossimi 5 anni. Riteniamo importante che si dia continuità all'impegno della Regione Toscana nel sostenere il contributo delle cooperative sociali di tipo B all'economia regionale e allo sviluppo di una maggiore giustizia sociale in una fase del nostro paese particolarmente critica verso le politiche di promozione umana delle fasce più deboli della popolazione».