Oggi | 17 maggio 2017 14:22

Negozi in calo nel 2016

Prospettive incerte e consumi ancora a rilento limitano l'avvio di nuove iniziative imprenditoriali: le nuove iscrizioni di imprese al registro delle Camere di commercio in Toscana si riducono dell'8,3% ed il saldo fra iscritte e cessate diventa negativo per 43 unità.

Lo conferma il rapporto sul quadro strutturale e congiunturale delle imprese del commercio al dettaglio in Toscana nel 2016, elaborata dall'ufficio Studi di Unioncamere Toscana.

Nel 2016 i consumi sono cresciuti ad un ritmo inferiore rispetto al 2015 e l'evoluzione delle attività, spiega Unioncamere, sembra così risentire di una domanda che resta nel complesso debole: nel 2016 il saldo fra aperture e cessazioni di unità del commercio al dettaglio è tornato a ridursi (+181, rispetto al +607 del 2015). Questo risultato deriva da una marcata flessione delle iscrizioni (-8,3% nel 2016), fenomeno su cui pesa un'incertezza di fondo che limita l'avvio di nuove iniziative imprenditoriali e l'attivazione di investimenti.

Nel 2016 la dinamica delle imprese ha visto un incremento degli esercizi specializzati (+122 unità locali) ed una più netta riduzione di quelli non specializzati (-161 unità locali), insieme ad un aumento del commercio ambulante (+150 unità locali) e del commercio "al di fuori di negozi, banchi e mercati" (+96).

Considerando i raggruppamenti merceologici si registra una crescita per i prodotti alimentari, bevande e tabacco (+7,2%), per i distributori di carburanti (+7,3%), per i negozi di calzature e pelletteria (+4,1%) e soprattutto, in termini relativi, per le farmacie/parafarmacie (+13,7%) ed i negozi di elettronica di consumo (+16%). È invece negativa la dinamica dei prodotti tessili (-14,5%), dei materiali per edilizia, agricoltura e giardinaggio (-5,9%), dei mobili, degli articoli di illuminazione e di altri articoli per la casa (-4,8%), degli articoli culturali ed ricreativi (-8,1%), degli articoli di abbigliamento (-2,6%), di fiori, piante e animali domestici (-6,6%).

La fase di crescita che sta vivendo la Toscana, secondo Andrea Sereni, è «una ripresa dal fiato corto: permangono difficoltà nel riassorbire i livelli di disoccupazione generati dalla crisi, ed i consumi non appaiono in grado di accelerare, dopo essere stati a lungo compressi».