Oggi | 17 maggio 2017 16:26

Caos edilizio: allarme di Ance, emendamento di Anci

Sale la preoccupazione per gli effetti che potrebbe avere sugli interventi edilizi la sentenza della terza sezione penale della Cassazione (14/2/2017, n. 6873) che, pronunciandosi in merito alla trasformazione di Palazzo Tornabuoni a Firenze in residenza di lusso , ha di fatto vietato i cambi di destinazione d'uso fatti con la Scia.

Le conseguenze del pronunciamento potrebbero essere dirompenti su tutto il territorio regionale e nazionale, e provocare uno stallo non solo urbanistico, ma anche e soprattutto economico. «Questa vicenda è l'ennesima dimostrazione di quanto sia difficile coniugare i principi teorici con l'attività delle imprese», ammonisce Riccardo Spagnoli, presidente di Ance Toscana, l'associazione dei costruttori.

«La recente sentenza - aggiunge - risulta tra l'altro in contraddizione con i principi che vengono da tempo ribaditi in Toscana, e cioè la rigenerazione urbana e i "volumi zero" in alternativa al consumo di nuovo suolo».

In bilico, dunque, le future operazioni edilizie. A partire dai piccoli interventi fino ad arrivare alle operazioni più imponenti di dismissione del patrimonio pubblico. «Senza contare la perdita di appeal del nostro territorio da parte dei grandi investitori stranieri» aggiunge Spagnoli.

Solo a Firenze, l'applicazione del principio espresso dalla Corte Suprema ha già portato a decine di delibere dirigenziali che hanno ordinato il divieto di prosecuzione di interventi di questo tipo preceduti dalla semplice segnalazione d'inizio attività.

Il capoluogo toscano, per di più, si trova in un vicolo cieco, come ha denunciato più volte la Rete delle professioni tecniche : il Regolamento urbanistico, approvato meno di due anni fa, ha infatti classificato tutto il centro e anche le aree intorno ai viali di circonvallazione come zone di pregio storico e artistico che, come tali, possono essere oggetto esclusivamente di restauro e di risanamento conservativo, ma non di ristrutturazione edilizia pesante, come la Cassazione ha scelto di inquadrare la richiesta di cambio di destinazione d'uso.

Palazzo Vecchio, per bocca del suo assessore all'Urbanistica, Giovanni Bettarini, ha fatto sapere che, prima di prendere ogni decisione, si attenderà l'arrivo della sentenza d'appello per Palazzo Tornabuoni . Secondo quanto risulta a Toscana 24, l'amministrazione comunale avrebbe però già investito del problema l'Anci nazionale. L'Associazione dei Comuni italiani potrebbe presentare un emendamento alla manovrina di aggiustamento dei conti per chiarire la possibilità di fare cambi di destinazione d'uso attraverso la Scia.

In questo modo verrebbe riaffermato e chiarito definitivamente il principio già contenuto nel Testo unico dell'Edilizia (Dpr 380/2001), che consente il mutamento di destinazione d'uso utilizzando diverse categorie di intervento edilizio (restauro risanamento conservativo; ristrutturazione edilizia; attività edilizia libera). Un passo ritenuto decisivo da imprenditori e professionisti, anche in vista dell'aggiornamento della legge regionale 65/2014 che dovrà recepire le nuove norme nazionali in materia di Scia.

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