Oggi | 19 aprile 2017 17:43

Piombino, pressing del Governo su Aferpi

Il Governo pressa Aferpi-Cevital affinché mantenga gli impegni presi per il rilancio dell'ex Lucchini di Piombino. Il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, al termine dell'incontro di oggi con l'imprenditore algerino Issad Rebrab e il fronte sindacale, ha annunciato l'invio, domani 20 aprile, di una lettera ufficiale ad Aferpi. Per i sindacati la lettera rappresenta la messa in mora del magnate, dopo i ripetuti inviti a rispettare gli impegni di investimento presi da tempo.

Il ministro ha ipotizzato la firma di un accordo per prolungare il "periodo di sorveglianza" (che scadrebbe il prossimo luglio) fino al 2019, considerato che Rebrab, a circa due anni dall'arrivo a Piombino, non è ancora riuscito a far decollare il progetto di rilancio.
A un mese dallo sciopero provinciale della Fiom, e dopo il presidio dei giorni scorsi nella sala consiliare del Comune di Piombino, oggi una delegazione di circa 400 dipendenti di Aferpi è andata a Roma, di fronte al ministero, a sollecitare risposte.

Nell'incontro ministeriale l'azienda ha confermato i progetti e il piano occupazionale, spiegando i motivi dei ritardi. Ha confermato anche l'avvio dei lavori di smantellamento e la presentazione, entro giugno, del piano complessivo per la liberazione delle aree. Infine l'imprenditore algerino ha accolto la richiesta dei sindacati, confermando la presentazione dell'istanza per la proroga degli ammortizzatori sociali.

Il ministro ha ribadito ancora una volta le inadempienze di Aferpi, in particolare sul contratto di acquisto del nuovo forno elettrico (la proprietà ha versato soltanto sei milioni per gli studi preliminari a fronte dei 200 totali) e sul piano di smantellamento che sarebbe dovuto essere ad una fase ben più avanzata.

«L'azienda riceverà la lettera formale di messa in mora da parte del ministero dello Sviluppo economico e vedremo come replicherà», dice Rocco Palombella, segretario generale della Uilm.

Per il segretario generale della Fim-Cisl, Marco Bentivogli, «la proroga del periodo di sorveglianza è un atto indispensabile in assenza di impegni veri, e ha fatto bene il ministro a ribadire all'azienda le questioni centrali di questa fase di fronte a gravi inadempienze contrattuali di Cevital».

«Indipendentemente da quello che risponderà l'azienda – spiega Barbara Uloremi della Cgil di Livorno - il vero risultato sindacale è l'avvio di un processo di verifica stringente e l'apertura del tavolo parallelo sugli ammortizzatori sociali per i dipendenti e i lavoratori dell'indotto: chiediamo che sia istituito uno strumento specifico per i tutti i quattromila lavoratori, e che venga prorogata la legge Marzano per Aferpi».

«Apprezzo – commenta il presidente della Regione, Enrico Rossi – la scelta del Governo di inviare la lettera ad Aferpi perché passi da affermazioni generiche a fatti concreti, compresa una gestione concertata e controllata; se Rebrab vuole portare avanti l'investimento reagirà e darà le risposte che deve».

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