Oggi | 18 aprile 2017 14:08

Piombino, ultimo appello per Rebrab

Dopo l'incontro di fine marzo, chiuso con qualche strascico polemico (i vertici di Cevital lasciarono il tavolo di confronto prima del previsto), e dopo il mancato appuntamento del 6 di aprile (il gruppo algerino non dette la disponibilità), il vertice di domani a Roma tra l'imprenditore Issad Rebrab (nella foto), con i suoi più stretti collaboratori, i vertici del ministero dello Sviluppo economico e il fronte sindacale, è probabilmente l'ultimo appello per cercare di dare concretezza al rilancio del polo siderurgico di Piombino sul quale Aferpi, l'azienda controllata da cevital che ha rilevato le attività della ex Lucchini, ha già investito 102 milioni. Senza riuscire, fin qui, a far decollare il progetto.

Rebrab, secondo quanto risulta a Toscana24, dovrebbe arrivare con un piano ritoccato (visto l'allungamento dei tempi) che oltre alla siderurgia, con lo spostamento della prima colata di acciaio dal nuovo forno elettrico a metà 2020, comprenderebbe anche lo sviluppo del polo logistico e di quello agroalimentare. Investimento complessivo: 700 milioni. I sindacati, da parte loro, chiederanno garanzie per gli oltre 2mila dipendenti (1.914 in Aferpi e 164 nella Piombino logistic), che ormai da diversi giorni occupano l'aula del consiglio comunale di Piombino in segno di protesta contro i ritardi rispetto agli impegni presi, e si preparano a mettere come condizione l'allungamento degli ammortizzatori fino a tutto il 2020, dalla naturale scadenza di giugno 2019 (Aferpi sta lavorando a scartamento ridotto, con il solo reparto rotaie in funzione e il ricorso alla solidarietà a rotazione).

«Domani al tavolo – spiega il coordinatore della Uilm Toscana Vincenzo Renda - chiederemo che siano confermati i progetti presentati di Cevital. Per la Uilm non è importante chi fa ma che venga fatto. Non vogliamo scegliere l'imprenditore, però chiediamo con forza che i 2200 lavoratori diretti e il migliaio dell'indotto abbiamo delle risposte. Il Governo e le istituzioni a tutti livelli, dalla Regione ai Comuni, si sono fatti garanti di questo progetto a cui adesso dobbiamo dare una spinta forte: date certe per i lavori e quindi, di conseguenza, un solido progetto finanziario».

Toccherà al Governo mettere un punto fermo a una vicenda, quella della ex Lucchini, che si sta trascinando da troppo tempo e che non sembra riuscire a sbloccarsi soprattutto per la tiepida accoglienza del sistema bancario, nonostante gli sforzi anche finanziari del Ministero e della stessa Regione Toscana. L'incontro di domani, insomma, farà capire se e in quale misura il piano Rebrab per Piombino resta ancora valido.