Oggi | 18 aprile 2017 09:24

Fatturato in crescita (+3%) per Lucart

Lucart, l'azienda lucchese unica in Italia a produrre carta per uso igienico e domestico (tissue) e carta monolucida utilizzando materiali di riciclo, apre una nuova fase di investimenti per aumentare la capacità produttiva, in Italia (cinque stabilimenti) e all'estero (due).

Il gruppo che fa capo alla famiglia Pasquini (marchi Tenderly e Tutto), scrive Il Sole 24 Ore oggi in edicola, ha chiuso il 2016 con 425 milioni di fatturato consolidato, in crescita del 3% sull'anno precedente e un miglioramento della redditività: 33 milioni di ebitda e 6 milioni di utile.

«È stato un anno positivo - spiega Massimo Pasquini, amministratore delegato di Lucart - spinto dalla diminuzione del prezzo della cellulosa e dai buoni volumi di vendita. Anche il 2017 è partito bene per volumi e fatturato, ma la variabile imprevista è l'aumento del prezzo della cellulosa, che ha segnato +16% da dicembre a oggi. Se le quotazioni non scenderanno, sarà inevitabile dover aumentare i prezzi di vendita».

Oltre a investire nell'automazione delle linee di converting e in un nuovo magazzino, in linea con i nuovi canoni di industria 4.0, Lucart sta avviando la costruzione di uno stabilimento per la produzione di bobine-madri in Ungheria, un investimento da circa 15 milioni. In Italia, invece, il gruppo ha dato il via al rinnovo di due turbine di cogenerazione da 14 megawatt fornite da Nuovo Pignone-General electric, storico partner tecnologico, per un investimento da 12-13 milioni entro il 2018, che permetterà di migliorare l'autonomia energetica e di ridurre le emissioni di anidride carbonica.