Oggi | 2 giugno 2016 08:15

Col turismo più lavoro, ma anche costi per i fiorentini

A Firenze i principali benefici legati al turismo, secondo gli stessi cittadini, sono le nuove possibilità dal punto di vista lavorativo e la crescita degli investimenti; le controindicazioni, invece, sono l'aumento dei prezzi di beni e servizi e l'eccessiva affluenza di turisti in alcune piazze o strade della città ormai evitate dai fiorentini. Sono questi i principali risultati dello studio "Il Turismo a Firenze, il punto di vista dei residenti" promosso da Etoa (Associazione europea del turismo) in collaborazione con Fondazione Romualdo Del Bianco e il Centro studi Turistici di Firenze con il patrocinio del Comune di Firenze.

Al di là dei risultati sui singoli aspetti, dall'indagine emerge che il rapporto tra residenti e turisti è diventato un tema cruciale per il governo della città e per la qualità della vita dei residenti, ma rimane la consapevolezza che la ricerca di un equilibrio è particolarmente difficile. Molti fiorentini intervistati hanno espresso il timore che la città diventi un museo a cielo aperto - a misura di turista, ma non di residente - e chiedono più attenzione da parte dell'amministrazione.

«Oggi, grazie a questo studio, per la prima volta, siamo in grado di fornire una misurazione effettiva di cosa, secondo i residenti fiorentini, funziona e cosa no dell'industria turistica - spiega Fabrizio Ajò, coordinatore dello studio - Queste informazioni possono essere cruciali per programmare interventi e definire i prossimi passi del turismo, non solo per gli enti pubblici, ma anche per le organizzazioni private e per i residenti stessi».

«I residenti – spiega l'assessore al Turismo del Comune di Firenze, Giovanni Bettarini - si rendono conto dell'importanza dell'economia del turismo, ma la sottovalutano ancora stimandola in 800milioni di euro l'anno rispetto ai 2 miliardi di spesa reale diretta dei turisti a Firenze. Il turismo è visto dai fiorentini e dagli utilizzatori della città come un elemento di valorizzazione e forte identità e orgoglio. E quando si chiede se è il caso di ridurre la presenza dei turisti in città, dice sì solo il 4 per cento».

Il sondaggio si è svolto tra il 12 aprile e il 12 maggio 2016, ha coinvolto oltre 2.960 persone, di cui il 22,4% tra i 41 e i 50 anni; il 21% fra i 51 e i 60 e il 20,4% fra i 31 e i 40.